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日志


10月13日

Fine dell'individualismo?

Tutto il mondo, inteso come insieme dei governi, delle attività produttive e di tutti i cittadini, è a conoscenza della crisi finanziaria internazionale.
Evidentemente le ripercussioni economiche saranno visibili a breve (se si potesse dire, direi: "a molto breve"), non appena comincerà il ciclo della recessione.
La gente dovrebbe cominciare ad effettuare meno acquisti, probabilmente chiuderanno alcune aziende, sia piccole, che medie, magari anche un paio grandi. Si genererebbe un circolo di riduzione acquisti-chiusure-riduzione acquisti e così via fino al termine della crisi. Successivamente ricomincerebbero ad apparire i vecchi imprenditori ancora in possesso di capitali, che acquisteranno case e servizi a basso prezzo, subito dopo i primi nuovi imprenditori si inventeranno nuovi settori produttivi e commerciali e, così, ricomincerebbe il ciclo economico.
Fin qui d'accordo, tutto a posto. Le ripercussioni economiche si conoscono (memori delle crisi economiche già passate). Ci sarà qualcuno che sarà licenziato per venir riassunto in "tempi migliori", ci sarà chi verrà licenziato e basta. Il mercato del lavoro, che oggi tutti dicono essere nero, tornerà a fiorire lentamente e ci saranno nuovi posti per tutti in un nuovo boom economico. Si dovrà decidere se inseguire questo boom, che non sarà più con le regole che conosciamo, bisognerà essere in grado di cambiare lavoro e mentalità anche nell'arco di pochi mesi. Rapidità, sempre maggiore, sempre più incrementata dalle nuove tecnologie e dai nuovi ritmi di vita che si verranno a creare.
Penso che l'Europa potrebbe continuare ad essere protagonista nell'economia, se gli USA ne uscissero troppo male, ma non basterebbe più la mentalità imprenditoriale ed organizzativa limitata ai soli confini regionali o nazionali. In caso di mancata leadership degli USA, infatti, c'è il "dragone orientale" alle porte, che sbuffa sempre più fuoco e fiamme e sempre con maggior insistenza e forza.
Un'ancora di salvezza potrebbe derivare, in qualche maniera, da internet, che la sua bolla economica l'ha già bell'e vissuta tempo fa. L'importante, però, sarebbe l'inventiva, in quel caso, poiché la saturazione dei settori, come già detto nel post precedente, porta al collasso e, invece che arricchire pochi, impoverisce tutti.

Al di là del fattore economico ed economico-sociale, però, vi è il lato prettamente sociale della questione, che è quello legato ai consumi, agli usi, alle abitudini date per assunte e pensate come diritto dagli anni '60 in poi.
Sono convinto, infatti, che la maggior parte della popolazione italiana sia stata convinta di vivere in pieno boom economico, almeno, fino a quando il TG di turno non ha esordito con il solito titolo allarmista (che stavolta un po' ha allarmato davvero): crisi finanziaria, crollano gli Stati Uniti.
Penso che chi continuerà a vivere al di sopra delle proprie possibilità avrà poche possibilità di "sopravvivere" (economicamente parlando) all'inevitabile tracollo a cui andrebbe incontro.
Molti che non sanno fare sacrifici per guadagnarsi qualcosa, si troveranno in certa difficoltà, ma superato il primo scoglio di cambio di mentalità (coloro che ce la faranno) potrebbero riuscire a non perdere né guadagnare nulla.
I pochi che, finora, hanno saputo fare sacrifici si troveranno di fronte ad una scelta: rischiare tutti i sacrifici fatti fino a quel momento e, magari, puntare sul cavallo sbagliato, o continuare come prima?
Tra chi rischierà il tutto per tutto, chi sceglierà il cavallo vincente si eleverà dalla propria posizione sociale, gli altri resteranno dove sono ora.

A questo punto, sono convinto, sarà scomparsa quell'aura di menefreghimo e superiorità che caratterizza e contraddistingue molti. L'idolatria del corpo, la rincorsa all'effimero e al superfluo, in un parola: l'individualismo.
L'individualismo, finalmente, scemerà perché, da sempre, gli uomini si sono aiutati nei momenti di difficoltà e hanno saputo andare al nocciolo e all'essenza delle cose.
Ed è proprio in momenti di crisi che ciò si rivela.
Non aumenteranno i valori delle statistiche alla voce "volontariato", anzi, potrebbero diminuire, ma l'aiuto reciproco, tra persone in difficoltà, aumenterà.

Dovrei proprio smetterla di pensare, 'mo mi sono improvvisato pure Nostradamus... sto toccando il delirio.

10月1日

Facebook batte MySpace

Questo è il titolo di un articolo che ho letto poco fa sul "24minuti" (il giornale free press del gruppo editoriale del Sole 24 Ore). Pare, infatti, che in Italia Facebook abbia superato MySpace nei parametri i traffico generato (www.oxyweb.co.uk). Così mi torna in mente un articolo apparso su html.it in cui ci si chiede, rifacendosi al titolo di un libro, "cosa fanno milioni di persone online e perché è importante", riprendendo l'articolo cel Corriere della Sera. Casualmente ne avevo parlato pochi giorni fa anche con Chiara, chiacchierando del più e del meno.

La domanda è effettivamente molto intrigante, così come lo sono le conclusioni di Bill Tancer (l'autore del libro) che arriva a sostenere "Noi siamo quello che clicchiamo". Continua poi la sua analisi basandosi sui dati raccolti negli USA:

"Ho notato che una delle frasi più cercate nei motori di ricerca negli ultimi anni è tempesta tropicale negli Stati Uniti."
"Prima del disastro provocato dall'uragano Katrina era davvero raro vedere una ricerca sulle tempeste tropicali. Katrina ci ha fatto diventare una società molto sensibile agli uragani."

Beh, simpatica come cosa: le ricerche sul porno si dimezzano (dal 20% al 10%), crescono i social network e gli americani cercano gli uragani.
In pratica è come dire che ormai si conoscono a memoria gli indirizzi dei siti porno, che si è trovato il nuovo giochino con cui perdere un po' di tempo e che sono sempre di più gli americani che vogliono diventare dei meteorologi?
Ci si sarà resi conto che la pornografia funziona bene in solitaria, ma che per il resto serve socializzare? Magari è quell'istinto che ha guidato l'evoluzione degli animali nei millenni e che torna a farsi sentire digitalizzando il fattore politico dell'animale uomo...

L'articolo del "24minuti" continua, poi, con un estratto della classifica dei siti (sbagliando la posizione di MySpace che è 17° invece di 18° e di YouPorn che è 15° invece che 14°), per traffico generato, in Italia in settembre (www.alexa.com):

  1. Google (.it)
  2. Windows Live
  3. YouTube
  4. Yahoo!
  5. Google (.com)

seguono poi Libero.it (settimo), eBay (nono), Facebook (dodicesimo), YouPorn (quindicesimo), MySpace (diciassettesimo).
Mi sorprendono due dati:

  • Libero.it settimo... il giornale "Libero" genera più traffico del porno? Ed è davanti a siti come La Repubblica e Wikipedia! Mah?!
  • YouPorn genera meno traffico di (in ordine sparso) Facebook, La Repubblica, Blogger.com, Wikipedia e Netlog. Ma YouPorn è un contenitore di video! Cioè quei mostri che, anche a guardarne solo uno, si consuma banda a volontà e si genera, almeno, il traffico di mille pagine di Wikipedia (a occhio)... Ri-mah?!

Tornando alla domanda, comunque, reputo sia interessante capire cosa fa la gente, online, durante una giornata. La questione, poi, diventa quasi vitale nel momento in cui si ambisce ad essere parte del sistema produttivo della rete.
Per assurdo: cosa dovrei sviluppare affinché la gente cerhi il mio sito? Conviene andare a mettersi in un mercato in via di saturazione come i social network o conviene inventarsi qualcosa di nuovo? Cosa, nell'eventualità?
Dai dati parrebbe essere fondamentale, ultimamente, inventarsi qualcosa che sia in grado di far perdere più tempo possibile a più gente possibile che, come ho letto da qualche parte, "crede di far parte di un gruppo esclusivo, elitario". Direi piuttosto grosso come gruppo... 80 milioni di persone...
D'altro canto, però, sono stato io stesso a dire a Zo' oggi di dire alla sua ragazza di iscriversi anche lei su Facebook. Per quale ragione?
Forse bisogna trovare uno scopo competitivo ovunque, quindi anche online, e c'è chi lo cerca nell'avere più contatti su un social network, chi più soldi ed esperienza in un MMPORG, chi il peronaggio di spicco in una land virtuale, chi un sito (amatoriale) che ne sopravanzi un altro per numero di visite o di traffico giusto per dire "Visto? Sono più in alto di te" con un sorriso a 32 denti...

In qualunque caso mi sa che anche stasera dormirò sonni tranquilli e che queste elucubrazioni non intaccheranno il mio stato psico-fisico...

9月30日

Qualche link e tanto divertimento

Mi è capitato di vedere un video del ventriloquo Jeff Dunham un po' di tempo fa a casa di Chiara. Faceva parlare il suo pupazzo Achmed, il terrorista morto.
Esilarante!
Passato un po' di tempo, come tutte le cose, finisce pian piano nel dimenticatoio; di nuovo qualche accenno ogni tanto, ma niente di che.
Non ho mai saputo il nome del ventriloquo fintantoché, qualche giorno fa alla laurea di Marco, mi sono trovato a rivedere i video su Youtube.
Scopro che Jeff non fa parlare solo Achmed, ma anche altri personaggi, tra cui il mitico Walter.
In tutto 5 pupazzi spettacolari.

Stasera mi sono messo a guardare nuovamente parte dei suoi spettacoli, sempre su Youtube ed ho cercato sia Achmed (divertentissima Jingle Bombs), sia gli altri spettacoli con gli altri pupazzi.

Questo è il video per la candidatura a presidente degli USA di Walter: 

È vivamente consigliata la visione in orari in cui il proprio sbellicarsi dalle risate non svegli qualcuno nel circondario.

 

Buona visione

9月24日

Technorati

Uffa, ci sono milioni di blog registrati in Technorati, perché dovrei mancare io?
Mi armo di buona volontà, mi iscrivo e segno il blog.
Mi danno un codice e un link da inserire in prima pagina Technorati Profile, lo faccio.
Mi pare di aver seguito tutta la procedura, ma non riesco a fare il claim di questo blog.
Niente da fare, non me lo prende. Fccio, con questo post, un tentativo: magari lo trova qui e gli va bene comunque.

Sarò negato con la tecnologia di questo tipo, inizio ad esserne pienamente convinto.

9月13日

Discussione su ...

  Come non citarlo...

Citazione

...

"Tu prova ad avere un mondo nel cuore, e non riuscire ad esprimerlo con le parole..."

9月9日

Effettivamente... pensandoci un po'...

Dopo il troppo parlare del progetto di giornalismo di Chiara per l'università, mi sono riguardato qualche foto di viaggio.

Ho riguardato quelle di Edimburgo.
Mi sono tornate in mente diverse cose, tante scenette buffe, la disavventura iniziale del cavo per la telecamera; le Guinness (o qualunque altra birra, là sono praticamente tutte buone) alla sera nei pub; Gonzalez...? Ramirez...? Alvaro...? Ramiro...? non ricordo il nome, che suonava e cantava musiche popolari Scozzesi con il vecchietto che ha cominciato la danza tradizionale nel semicerchio venutosi spontaneamente a formare; i saliscendi infiniti e la passeggiata nel parco finché non passa uno vestito col catarifrangente a dirci di uscire perché è ora di chiusura (del parco); la carta di identità di Zo e la pronta ricerca di Mario (sul dizionario italiano-inglese con la copertina di Shreck) per poter tradurre l'italico "lercio" in un più anglofono "filthy"; il volto contemplativo di Chiara davanti alle paste di Gregg's alla mattina per fare colazione...
Insomma, delle gran belle giornate.

Quando si torna tutti insieme da qualche parte? Ovviamente anche con le eventuali, debite, aggiunte ;-)

Grazie a tutti e tre!

8月21日

Un'ora avanti

Ero indeciso se postare o meno questo intervento... ma stasera lo posto, anche se è il secondo della giornata.

Fino a ieri sera è stato un po' complicato. Skype ed Msn accesi simultaneamente per la gioia della banda utilizzata. Durante la giornata un sms o due (accidenti, hanno aumentato le tariffe verso l'estero).
Due giorni che le parlo e le chiedo com'è andata, cos'hanno fatto e come si trovano. Mi scrive che è tutto a posto e che si divertono.
Ieri è stata giornata di festa nazionale. Nel mentre mi spedisce un paio di foto di cui una con un orso di peluche (le avevo detto che c'erano gli orsi). Mi scrive che, girando, sono stati "sulla collina di toompea" e spiegandomi che "toom" vuol dire duomo e "pea" collina. In pratica sono stati "sulla collina della collina del duomo".

Strano paese l'Estonia.

Una regola base per apprendere l'estone, comunque, l'ho già capita: per parlarlo devi dire le cose al contrario oppure raddoppiare le vocali.

La vedo via webcam rintanata in un piumino che deve tenere un caldo boia e, al solo pensiero, mi viene da afflosciarmi. Un piumino il 20 di agosto! In camera avrò 25° e un'umidità maggiore di quella che c'è sott'acqua e la vedo al di là dello schermo tutta felice di accoccolarsi dentro a quel coso bianco.
Le dico di come ho trascorso io le giornate (non molto varie per il vero: 1 ora e mezza di ripetizioni di matematica e poi a studiare elettronica, senza capirci proprio tantissimo...)
Chiara continua scrivendomi di Tallinn (o Tallin?), che la birra che producono loro è buona e costa 3 euro per mezzo litro, che mangia maiale, poi maiale e, penso, ancora maiale; che il tempo è instabile (edimburghese direi io) e così via.
Là sono un'ora avanti rispetto all'Italia. Facendo elucubrazioni filosofiche di basso livello e di dubbia utilità si potrebbe arrivare a sostenere che in Estonia vivono nel futuro e a pensarci un po' su, effettivamente, fa uno strano effetto sapere che la persona che vedi e a cui stai parlando alle 22:00, ti risponde alle 23:00... sì che, come mi insegna Chiara, più vai a nord più i tempi di risposta si allungano, ma qui si esagera.

In definitiva, due serate passate, per un paio orette a sera, davanti a vari sistemi di comunicazione via computer. Un'esperienza che ancora non avevo provato, soprattutto in questa maniera. Bisogna ammettere che mi sono sentito decisamente idiota a parlare con un monitor vedendola al di là attraverso una webcam e rispondendo a voce alle sue domande scritte.

Meno male che oggi ha comprato un microfono. L'altro non funziona!

Sono su Google

Ho da poco messo online un sito (Formares) per la formazione a distanza che ho sviluppato per un'azienda (RES s.r.l.) e, dopo tanti problemi legati al server, posso dirmi soddisfatto per il punto a cui sono giunto. Mancano gli ultimi dettagli e le ultime messe a punto, ma, nel complesso, il sistema funziona.
Come ogni programmatore ho voluto dare anch'io un nome al mio prodotto e, non avendo molta fantasia (arido), l'ho chiamato FAD.P 1.0, con buona pace di Chiara che ha storto il naso quando le ho detto il nome.
Come sarà, a breve, intuibile; volevo che si capisse che la piattaforma l'avevo sviluppata io quindi, essendo io modestissimo (anzi: moltissimo modestissimo), ho fatto in modo che le iniziali del mio nome finissero dentro (Fabrizio Andrea Di Pietro).
Da aggiungere anche l'altro fattore, quello ufficiale, per cui: essendo FAD l'acronimo per Formazione A Distanza ed essendo una piattaforma, ho unito le due cose nominandolo FAD.Platform versione 1.0.

Dopo aver stipulato una pace con Google, ho saputo che giorni dopo aveva inserito anche l'immagine di Meucci e, da voci, pare sia stato fatto per "pareggiare" quanto fatto con Bell, sto tornando ad usarlo come motore di ricerca abbastanza frequentemente.
Per il mio tipo di ricerche ho trovato più affidabili i primi 2/3 risultati di una ricerca con Google che non con Yahoo!, ma sono mediamente più attinenti alla ricerca (considerando anche i risultati successivi) quelli di Yahoo!.

Da bravo sviluppatore mi metto a cercare su Google le parole chiave che mi interessano (Yahoo! ho scoperto non aver ancora indicizzato).

Pertanto, a seguito di tutto il lavoro svolto, cerco 'formares' (parola estremamente specifica in quanto nome del sito) e vedo che è andata bene: prima posizione. Ottimo!
Vado oltre e cerco la sequenza di parole '"formazione a distanza" res' e trovo il sito in sesta posizione. Non male.
Mi spingo oltre: '"fad.p"'. Quarta posizione!

Inebriato dalla cosa mi decido ed infine cerco anch'io ciò che la maggior parte della popolazione statunitense cerca sui motori di ricerca (dopo sesso ed mp3), ovvero nome e cognome (proprio o di amici): '"Fabrizio Di Pietro"'.
Sorpesona! Questo blog è in prima pagina!! In quinta posizione!!!
Pagina 2... altra sorpresona! Ottavo risultato con il sito Formares!!!
Questo vuol dire che su internet esisto, poiché, come leggevo tempo fa su un sito: se sei su Google esisti, altrimenti... non è detto.

C'è da dire che, a seguito della brutta disavventura con Francesco T., di cui magari un giorno scriverò, questa messa online del mio primo sito ufficiale mi gratifica molto e mi soddisfa.

8月4日

Una giornata al mare a casa

Giornata calda questo 4 agosto, già dalla mattina.
Un paio di rapide commissioni ci attenderebbero: banca, asl e (ahimé, molto meno rapida) mercato a Carrara. Il motorino ci abbandona ancor prima di partire, quindi bici e riduzione drastico del numero di attività; niente asl e, salti mortali di gioia mentali da parte mia, niente mercato.

Chiara ed io decidiamo di restare in casa dopo pranzo, c'è molto più fresco che fuori.
Come si passa una giornata al mare a casa con fuori il bel tempo? Semplicissimo: travasando cactus!

La nuova passione di Chiara, da un mese/un mese e mezzo, sono queste simpatiche creaturine vegetali verdi dalle forme più strane che richiedono poche cure sotto l'aspetto dell'innaffiamento (già, perché se ti scordi di bagnare un cactus per un paio di giorni non ti crepa mica, se ti scordassi di cambiare l'acqua all'anemone, forse qualche problema ci potrebbe essere...).
Inevitabilmente vengo coinvolto nel turbine spinoso (nel senso delle spine) dei cactus. Avrò sentito le parole Gymnocalitum e Melocactus (o menocactus, devo ancora capirlo) almeno un centinaio di volte nell'ultima settimana, come non posso rischiare di sognarmeli pure io, come lei, di notte? Non lo so, ma per ora non li sogno.

Vabbe', tornado al discorso: come passare il pomeriggio? I cactus comprati settimana scorsa sono ancora in attesa di travaso, quindi ci armiamo di buona volontà, che tradotto in linguaggio cactusiano sarebbe "ci armiamo di vasi, terriccio per cactus, materiale inerte (pietre varie), paletta da giardinaggio, guanti antispine ecc...". In linguaggio naturale ci siamo armati pure di Autan dopo il primo massacro perpetrato ai danni delle nostre caviglie dalle zanzare tigre.

Travasiamo entro fine giornata sette piantine, se ben ricordo. Buona cosa. Poi, sempre percé sono un curiosone e devo usare le novità in casa, mi metto a giocherellare con lo spruzzino (vaporizzatore) per l'acqua. Sto inumidendo qualunque cosa verde capiti a tiro, quand'ecco la mia attenzione catturata da alcune gocciole che restano sospese a mezz'aria, come intrappolate da qualcosa.
C'è una ragnatela su quella pianta!
La trappola per eccellenza.
Comincio a vaporizzare come un forsennato ed ecco apparire il capolavoro invisibile di ingegneria e architettura.

Capolavoro di ingengeria I ragni sono delle simpatche creaturine...:"bzzzzz bzzzzzz....BZ! BZ!" - GNAM.

 

Giornata calda questo 4 agosto, anche alla sera.

7月25日

Mamma Microsoft pensa un po' a tutti

Un possibile sottotitolo, se si potessero aggiungere, sarebbe: come spendere bene 10 euro.

Rieccomi a parlare di DreamSpark.
Dopo un po' di tempo sono tornato a controllare se effettivamente la Microsoft avesse pensato ad aggiornare la lista dei paesi aderenti all'iniziativa.
Mi sono collegato settimana scorsa al sito di Dreamspark e non trovo nulla di cambiato, a prima vista: soliti 10/11 paesi della volta precedente e fine.
Pace. Decisamente deluso me ne torno a fare le mie cose.
Sarà il caso, sarà l'intuito, sarà che non avevo voglia di fare altro, mi sono trovato dopo poche ore a navigare nuovamente sulle stesse pagine e decido di controllare meglio.

GAUDIO E GIUBILO: Microsoft ha effettivamente pensato a tutti gli studenti in un colpo solo!

Ricontrollando le aree e gli stati dove l'offerta è valida leggo l'aggiunta per studenti in possesso della ISIC (International Student Identity Card).
Il nome non mi è nuovo, Chiara, infatti, l'aveva richiesta gratuitamente presso il CTS dello IULM (iscrizione al CTS gratuita per studenti IULM e Cattolica, se non erro) prima della nostra partenza per Edimburgo, qualche mese fa, perché avrebbe dato diritto ad alcuni sconti presso alcuni locali (tra cui i pub...Linguaccia) riservati agli studenti in possesso di documento di identificazione, meglio se ISIC.
Memore di tutto questo ho deciso di fare anch'io la carta (tipica tesserina di plastica della dimensione della patente, solo che la foto è grande e comprensibile).Armato di buona volontà stamattina sono andato al CTS del Politecnico e mi sono fatto fare la tesserina con 10,00 € (il poli non ha convenzioni con CTS e l'iscrizione mi sarebbe costata più di 10 euro).

Ora tutto sta funzionando a meraviglia, sto scaricando i software e prendendo i vari codici seriali (gratuiti) necessari e, soprattutto, LEGALMENTE! Impiegherò un po' di tempo, ma ne varrà la pena.
Sono estremamente felice di tutto ciò. Il massimo ROI raggiungibile in un giorno...
7月23日

Italiani vittime o solo un po' pirla?

Dopo secoli riscrivo sul blog...
Mi è da poco arrivata una mail da generazioneattiva (quelli che hanno fatto la petizione affinché togliessero i costi di ricarica dei cellulari).
C'è un link: che rimanda al loro blog dove riportano questo articolo.
Ho letto tutto e, volendo esprimere una mia opinione cerco di inserire il commento, non riesco perché dovrei effettuare il login da utente registrato, ma non trovo il form per registrarmi, così scrivo... e scrivo... e scrivo...
Alla fin fine mando le mie idee ad Andrea D'Ambra (generazione attiva), a il Salvagente (il quotidiano dove è apparso l'articolo) e a Beppe Grillo (non necessita di presentazioni).
Non potevo non riportarlo anche qui, anche se molto lungo e, per molti, sarà tedioso.

Gentile signor Grillo,
sono Fabrizio Di Pietro, sono di Milano, ho 24 anni e studio ingegneria informatica.
Avendo sottoscritto la petizione di Andrea D'Ambra per l'eliminazione dei costi di ricarica dei cellulari ricevo la sua newsletter. Oggi arriva con il seguente link: http://dambra.wordpress.com/2008/07/23/cellulari-italiani-vittime-o-pirla/

Mi permetto di scrivere anche a Lei la mia opinione poiché, con molta poca modestia, credo che tanti italiani dovrebbero guardare in casa propria, prima di pontificare a casa degli altri: probabilmente anch'io, se mi trovo qua a scrivere, ma ci tento comunque.

L'articolo in questione si domanda, in ambito di telefonia cellulare, se gli italiani sono più vittime o più pirla. Ho tratto spunto anche per estendere il concetto.
Personalmente? Reputo sia più "Italiani pirla" che non vittime (e non perché sono milanese...)
Trovo inutile lamentarsi di molte delle spese legate ai cellulari per svariati motivi:
 - nessuno è OBBLIGATO a comprare un cellulare, tantomeno un i-phone, è una scelta effettuata in piena autonomia;
 - a maggior ragione nessuno è obbligato a spendere più di 50€ per entrare in possesso di detta tecnologia. Oltre i 50€ (per l'utente medio che più che telefonate e sms non fa) è tutta spesa aggiuntiva inutile;
 - foto e video le fanno meglio degli apparecchi dedicati e altrettanto portatili come un cellulare, non sono servizi indispensabili in un telefonino;
 - non è utile chiamare dal lavoro per dire "sto arrivando": gli orari di lavoro sono fissi per la maggior parte dei cittadini, quindi perché avvisare alle 17:55 che alle 18:15 sarò a casa? Tanto tutti i giorni torni a quell'ora e il traffico è lo stesso del giorno prima e ci sarà lo stesso anche domani. Se ci fosse un incidente allora potresti avvisare che farai più tardi del solito... DEL SOLITO!!!
 - esiste un telefono che si trova in casa e non in tasca... con una comoda tariffa si può stare su internet tutto il tempo che si vuole, effettuare chiamate in tutta italia ed, eventualmente, eliminare il canone telecom... perché chiamare verso un cellulare? Oppure, perché, seduto alla scrivania, chiamare dal cellulare i tuoi amici seduti, ognuno alla propria scrivania, al cellulare?
 - in alternativa si possono usare altri sistemi grazie a una scoperta eccezionale fatta dall'uomo: un apparecchio chiamato computer. Ci sono svariati programmi (Skype, TeamSpeak, lo stesso Messenger ecc...) che permettono di chiamarsi gratuitamente. Addirittura si può fare una videochiamata senza pagare uno sproposito, ma la sola tariffa flat. Che invenzione incredibile, vero?
 - l'unica cosa per cui ci si potrebbe lamentare sono i costi degli sms (effettivamente elevati), ma anche in questo caso arriva in aiuto il computer che permette di inviare mail, usare programmi di instant messaging ecc...

Penso che il cellulare non sia un oggetto così indispensabile: è un "di più". Serve in caso di emergenza, o se tutti i metodi di comunicazione sopra citati non sono serviti allo scopo.
Trovo inutile, pertanto, continuare a piangersi sempre addosso (cosa tipica di noi italiani e pochi altri popoli). Impariamo, piuttosto, a non essere convinti che DOBBIAMO avere SUBITO ciò che VOGLIAMO
("Pronto c'è Tizio?"
"No è fuori, torna tra una mezz'ora, ti faccio richiamare?"
"No, grazie, semmai riprovo io più tardi. Buona giornata"
in alternativa si può anche rispondere "Sì, grazie"...)
e che non possiamo continuare ad accampare diritti inesistenti (i-phone a 500€... sceglieranno un po' il prezzo che vogliono da nazione a nazione??? Secondo lo stesso ragionamento, sennò, ci si dovrebbe lamentare dei prezzi dei Mac che costano il doppio di un pc normale e fanno pure qualcosa in meno)

Un'altra parola che è diventata tabù, all'atto pratico è: risparmiare. Tutti la invocano e nessuno cerca di metterla in pratica.

In definitiva: vivo benissimo con un cellulare da 65€ acquistato l'anno scorso (dopo anni che ne usavo uno da 39,90 che mi ha abbandonato) e ho una spesa annuale di circa 30€. E riesco a comunicare con chiunque ciò che deisdero... non mi pare una spesa proibitiva, no?

Alla stessa identica maniera non compro il megamacchinone se non riesco a pagarmi nemmeno una casa (e ce ne sono tanti); non vado a cercare un vestito alla boutique, posso prenderlo al mercato rionale sotto casa (sto indossando un paio di jeans che comprai a 10.000 Lire e sono integri, si è solo un po' sbiadito il colore); quest'anno sono uscito una sola volta a fare un happy hour, eppure non mi sento anormale e ho pure degli amici anche senza andare in discoteca; ho investito qualche soldo in più andando al cinema qualche volta (sempre in giorni a tariffazione ridotta o con sconti derivanti da altre cose); il sabato sera non esco quasi mai andando per locali, ma mi diverto da matti e durante la settimana, quando mi vedo la sera con qualche amico, parliamo, ci facciamo un giro... e non siamo dei disadattati o degli emarginati; ho la patente, ma ho fatto un mensile per studenti per usare i mezzi pubblici, anche se vivo di fianco all'università, perché con 17€/mese giro Milano in lungo e in largo e velocemente, sono sempre puntuale e non mi sento impotente perché prendo la metropolitana.
Incredibile, vero? Nonostante ciò ho anche una ragazza, CAVOLI!

In definitiva, e mi scusi se mi sono dilungato troppo e se ho usato toni a volte sarcastici, ma penso che la maggior parte dei problemi che ci sono in Italia siamo noi stessi (ognuno nel suo piccolo). Perché non abbiamo studiato adeguatamente materie scientifiche o umanistiche? Perché siamo dei caproni e ci meritiamo il trattamento da caproni che ci viene riservato? Perché siamo menefreghisti? Perché siamo degli individualisti/egoisti? Perché siamo cristiani, atei, protestanti, musulmani, ebrei o animisti? Perché siamo popolo di santi, poeti e navigatori?
Scelga Lei...
Con questo non nego l'esistenza di molte problematiche legate ad aziende, a politici, a chiesa, ad informazione, e a tante altre cose, solo li vedo come conseguenza del nostro modo di fare (in molte occasioni, non tutte).
Un'ultima cosa poi ho terminato, quest'ultima parte non è in contrasto con quanto detto sopra, non sto facendo una pianto collettivo invece che individuale per scaricarmi di un po' di lacrime, vorrei solo che tutti applicassero quanto ricorda Kant che sostiene che il modo di agire di una persona debba essere come se fosse una massima per tutti. Esemplificando: non bisogna buttare lo sporco per strada non perché c'è una legge, ma perché se tutti lo facessero ci ritroveremmo in una grande pattumiera. E se cade inavvertitamente una carta di tasca mentre cammino, posso anche raccoglierla e non lasciarla lì perché "tanto ci pensa qualcun'altro". NO! Non ha senso lamentarsi che i politici e tutto il marasma vario non si prenda mai le sue responsabilità se siamo noi i primi a non farlo! CI STA BENE!!! In Italia ci vuole sì una rivoluzione, MA CULTURALE PRIMA DI TUTTO!!!!!!!!!!

Se vogliamo davvero che l'Italia migliori, si riprenda, o quel che è, dobbiamo partire da casa nostra, prima che da casa degli altri.

Mi scusi per la lunga e, magari, tediosa lettera, ma anche queste sono cose che non vengono mai dette, non solo quelle legate agli affari di Berlusconi, di Bossi, di Di Pietro o di Veltroni.

Le auguro buona giornata
Fabrizio Di Pietro


Questo è quanto ho scritto a Grillo, agli altri due, invece, ho mandato solo un estratto senza le estensioni del pensiero a campi esterni alla telefonia mobile.
3月5日

Suite Live, nonostante i problemi

Sul portatile ho tutto il software riginale pertanto ho provato a scaricare la suite Live di mamma Microsoft. Devo ammettere che mi esaltava l'idea di gestire offline il nuovo giochino (il blog).

Scarico dunque, da sito di MS, il Live Installer che comprenderebbe il nuovo Messenger, Writer, Mail, Raccolta foto e altre cose che possono essere interessanti. Faccio partire, ma, purtroppo, c'è qualcosa che non va.

Trovo quindi in giro su internet i file per l'installazione offline e riesco ad installare quanto desiderato. Visto che sono peggio dei bambini, devo provare le cose nuove (così come devo scartare un qualunque nuovo acquisto appena arrivato a casa... fremo proprio), così sto scrivendo dal Writer. Parrebbe decisamente comodo, vedi subito tipo anteprima del post e gli strumenti sono posizionati in maniera intelligente, comoda. Una cosa molto interessante è la possibilità di scrivere offline e poi in un secondo tempo caricare e aggiornare il proprio blog quando "si va online".

Il sistema, in sé, è intuitivo, devo capire come evitare che l'invio mi crei un nuovo paragrafo, ma sarà questione di poco tempo.

Il fine di questo post, come risulterà ovvio anche dalla categoria in cui è inserito, è controllare l'effettivo funzionamento di Windows Live Writer.

3月3日

Caro buon Meucci

Dev'essere un vizio internazionale largamente diffuso e che non riesce a diminuire proprio...

Ho spesso ammirato Google e ho sempre trovato divertenteil fatto che cambiasse il logo, di tanto in tanto, in base alla ricorrenza.
Oggi accedo e vedo il logo cambiato, c'è un telefono e un uomo con la barba. Mi soffermo un attimo sopra col mouse per vedere quale ricorrenza eccezionale fosse per il telefono e questo è quanto mi si para davanti...



Alexander Graham BELL????
E perché mai? Perché costui nacque in questo giorno 161 anni fa.

E Meucci?

Il primo telefono è suo, ma, nonostante persino il Congresso degli Stati Uniti abbia ammesso (11/06/2002) che vada riconosciuto merito a Meucci per l'invenzione del telefono, tutto il mondo si vede schiaffato Bell in prima pagina appena accede a browser (essendo Google la prima "prima pagina" e il motore di ricerca più utilizzato saranno state, giusto giusto, qualche milioncino di persone).
Bell vinse la causa contro Meucci per la risaputa mancanza di denaro di quest'ultimo che già non si era potuto permettere il prezzo del brevetto definitivo, figuriamoci quello di una causa.
Meucci non si poteva permettere neppure più l'acquisto del mangiare. Morì due anni dopo l'ingiusta sconfitta.


Io, oggi, non ho usato Google e credo che, per un po', non sarà più la mia pagina principale né, tantomeno, il mio motore di ricerca.




Senza il telefono inventato da Meucci, oggi non sarei qui a scrivere e voi non sareste qui a leggere questo post.





2月25日

Potere e diritti

Stamattina ho letto questo articolo.
In breve si potrebbe riassumere così:
nell'agosto del 2005 la RIAA (in pratica la SIAE statunitense) fa causa a una signora disabile, Tanya Andersen, perché "aveva condiviso su KaZaa una folta library di gangsta rap (sic!)".
Si è dimostrato che la signora non poteva aver commesso il reato contestatole. E fin qui tutto ok, non fosse che "gli emissari della RIAA si sarebbero macchiati (secondo l'ex accusata) di frode, inganno e pratiche poco pulite come contattare persone a lei vicine di nascosto o penetrare nei suoi appartamenti. Tutto sulla base di un'unica prova: un indirizzo IP", pertanto la signora ha fatto partire una controaccusa verso la RIAA che, però, al momento è stata respinta poiché "i moduli non sarebbero stati compilati correttamente". Da adesso c'è un mese per ripresentare in maniera corretta la domanda.

Tolta l'indignazione, tanto per i metodi di indagine quanto per la stupidità della RIAA, mi chiedo se in Italia potremmo arrivare a situazioni simili.
Considerando il potere di cui gode la nostrana SIAE e l'imbecillità di certi politici (mi riferisco, per esempio, al "Comma UNO BIS": beppegrillo, tartaportal, forum rai) la risposta che mi viene da dare è: sì, anche se non in questa maniera.

---L'analisi sarà lunga (pertanto la dividerò in più post...)---

Prima un po' di storia
a) Come diminuire/limitare le potenziali perdite date dalla pirateria (musica, film, programmi...)
dal 2003 i prezzi di cd e dvd vergini sono aumentati (una ventina di centesimi per i cd e una cinquantina per i dvd) per arginare il fenomeno della masterizzazione illegale. A questi aumenti va aggiunta anche l'immancabile amica iva. Questi vennero giustificati dicendo che troppa gente scaricava musica illegalmente e che c'erano delle perdite; inserendolii, però, non credo che il fenomeno sia diminuito. A livello meramente economico, infatti, conviene ancora ora scaricarsi l'ultimo album di un cantante e spendere non più di un euro in cd, che andare a spenderne una ventina per l'originale. Chi ci rimette però, è l'appassionato di fotografia o il videoamatore. Qualora si trovasse a masterizzare le sue foto per conservarle, oppure il suo filmato delle vacanze, si vede il costo del cd e del dvd comunque maggiorato. Esiste la possibilità di richiedere i soldi alla SIAE in questo caso, ma nessuno, ragionevolmente, spreca ore e ore del suo tempo per andare alla SIAE, compilare eventuali moduli e quant'altro, per 20 centesimi. A questo proposito invito a leggere questo vecchio (2005) articolo del blog Chartitalia, comunque attuale. L'articolo riguarda sì le case discografiche, ma, ovviamente, le distribuzioni sono sempre soggette a SIAE, pertanto una quota dei ricavi viene reindirizzata pulita pulita nelle tasche della SIAE. A quanto riportato nell'articolo va aggiunto ancora l'introito, per le case discografiche, proveniente dalla vendita on-line.

--- continua ---
2月23日

Pensiero generale 1

Riporto dal mio wall su facebook.
Da oggi aggiorno questa sezione solo sul blog, se riesco lo faccio settimanalmente; almeno... questa è l'intenzione...
già che ci sono lo formatto in html in maniera più bellina.

Tre cose che vorrei oggi per quanto riguarda:
      la mia carriera:
    • finire gli studi
    • fondare una società
    • approfondire ancora di più le mie conoscenze informatiche
      i miei affetti:
    • famiglia: un po' più tempo per i nipotini, ma, nel complesso, a posto
    • amore: a posto
    • amicizie: forse qualcuna in più, ma già così, a posto
      la mia nazione:
    • il mantenimento della legge sull'aborto
    • la pena di morte per i reati di violenza (sessuale, pedofilia et similia)
    • uno stato forte, non succube delle minoranze
2月21日

Nascita di un MySpace

Notizia ufficiale: mi sono ammattito.
Ho fatto pure il MySpace (http://www.myspace.com/gnirts) e devo dire che sto incontrando un po' di difficoltà nella configurazione, ma dev'essere per la mia incapacità ad usare certi strumenti informatici; oggi lo sistemo definitivamente.
Non sapevo assolutamente come chiamare questo nuovo spazio internet di cui, anche lì, devo ancora capire che fare; perciò ho rispolverato il mio soprannome di quando avevo una vita sociale meno seduta davanti ad un monitor e una tastiera. Sarà un destino strano, ma, in qualche maniera, è stato un soprannome premonitore, così come quello per mio fratello.
Ai tempi, ero più piccolo, avrò avuto... uhm... 7-8 anni, forse 9... comunque, ai tempi quello che sarebbe stato poi mio cognato doveva dare l'esame di informatica e cominciò a chiamare i suoi amici con i nomi delle funzioni e delle procedure, per ricordarseli.
A mio fratello e a me toccarono "StringToChar" e "StringToInt" che, col tempo (ovvero passato l'esame :-) ), vennero abbreviati in string e string... decisamente scomodo quando eravamo insieme, pertanto il più grande dei due (lui) continuò a venir chiamato "String" e io con il contrario "Gnrits". E, a noi, restarono poi questi soprannomi senza più cambiare.
Pure la mail è con gnirts e, a occhio, mi accompagnerà per la vita...
Sia io che mio fratello lavoriamo a stretto contatto con l'informatica. Lui database, io... IO? boh?!  Di tutto un po'.

2月20日

Mamma Microsoft, le sue offerte e l'Italia

Sarò stanco o ubriaco... due post nel primo giorno?
Forse è un po' di ebbrezza da blog. Fra poco tempo sparirà.

Comunque, tornando all'argomento del titolo.
Dopo l'opportunità (per gli studenti universitari) di acquistare il pacchetto Office 2007 Ultimate Edition a 52,00€ (cinquantadue!!!) invece di 799,00€ (Microsoft 30 e lode) senza le limitazioni della licenza Students con cui puoi distribuire/vendere ciò che produci; mamma Microsoft se ne esce con una grandiosa novità per chi sviluppa: DreamSpark.
I tool di sviluppo a disposizione degli studenti, universitari in primis e anche delle superiori in alcuni casi, che potrebbero trovarsi un giorno a sviluppare con gli stessi... pertanto perché non crearsi un po' di utilizzatori che oggi prendono gratis e domani pagano?
Personalmente dico: fa più che bene. Io ci guadagno per ora, loro ci guadagnano poi... mi pare giusto.

Perfetto, vado a controllare i prodotti dell'offerta, quasi mi commuovo:
 - Visual Studio 2008 Pro
 - Windows Server 2003
 - SQL Server 2005 Developer
 - Expression Studio
eccetera...
Un totale di 14 prodotti tutti lì, gratis, che mi attendono. Potrò sviluppare senza limiti di licenza Academic (simile alla Student) e distribuire (con le copie piratate sviluppo, ma non distribuisco... diciamo che le uso come "didattiche").

Bene, è ora di leggere i requisiti per approfittare dell'offerta.
"Who can get this right now?
We are kicking this off in 11 countries/regions, giving DreamSpark to millions of students in the United States, the United Kingdom, Canada, China, Germany, France, Finland, Spain, Sweden, Switzerland and Belgium. If you are not residing in one of the countries listed keep checking back, we will be adding more countries throughout the year."

Sto per piangere... rileggo... è tutto tristemente vero. L'Italia non è tra i paesi in cui c'è l'offerta.
Ora mi domando:
 - perché l'Italia, in campo tecnologico, arriva sempre dopo?
 - perché, tolti gli Stati Uniti (lì c'è MS), Francia, Germania & co., la SPAGNA(!!!) aderiscono subito e noi no?

Ma mamma Microsoft pensa un po' a tutti e l'ultima frase mi fa ben sperare.
Magari entro un anno, in ritardo, arriva anche in Italia.

Prima della fine del mondo l'Italia riuscirà mai a non arrivare in ritardo a qualche appuntamento tecnologico?

Primo Post

Molta fantasia come titolo per il primo post, no?
A dire il vero devo ancora capire perché ho aperto uno space, oltre al facebook... devo essermi rincretinito.
Sicuramente è una di quelle cose che devi provare almeno una volta, anche se non sai perché. Immagino sia questa la motivazione.
 
Non c'è nemmeno una categoria o un layout di pagina decente.
Ci sarà tempo anche per quelli, forse.



--EDIT: l'aspetto estetico è un po' migliorato ora... devo solo capire cosa voglio fare di questo blogPerplesso